25 aprile 2026 – Abbiamo fatto quel che c’era da fare.

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25 aprile 2026 – Abbiamo fatto quel che c’era da fare.

Ci sono momenti in cui si deve dire basta!

Basta all’ipocrisia, al revisionismo, alla manipolazione dei simboli nel tentativo di trasformare e svuotare, lentamente ma inesorabilmente, il significato della Lotta di Liberazione dal nazi-fascismo.

La difesa dei popoli oppressi contro le dittature, il diritto all’autodeterminazione contro l’occupazione coloniale, la conquista della libertà da un sistema discriminatorio e repressivo, sono valori fondativi della Resistenza Antifascista. Oggi come allora.

Come si può accettare?

Come si può accettare che un sindaco, che una settimana fa era in piazza con razzisti e neo-fascisti a parlare di  remigrazione, ieri potesse travestirsi da antifascista e parlare indisturbato?

Un sindaco che, insieme alla sua giunta, non più tardi di qualche mese fa, si è rifiutato di togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini, dopo aver intitolato una piazza a Ramelli e rimosso l’intitolazione ad Allende, simbolo di una storia cinisellese di accoglienza e solidarietà internazionalista.

Un sindaco che si loda ad ogni sgombero abitativo, raccontando di ristabilire la legalità, togliendo un tetto a chi casa non ha (italiani compresi).
Un sindaco che va in piazza a raccogliere le firme per un decreto contro i giovani e l’uso dello spazio pubblico, mentre nega spazi di aggregazione e cultura.

Com’è possibile tollerare di far aprire il corteo del 25 aprile a bandiere isra3liane e peggio ancora dare parola in quella piazza a chi, complice e colluso (Eyal Mizrahi) con lo Stato genocida di Isra3le, ha avuto il coraggio di dire in diretta TV “definisci bambino”, sbeffeggiando crudelmente le vittime della pulizia etnica portata avanti dagli occupanti isra3liani?

Questo è il fascismo mascherato: i decreti sicurezza, i CPR, i tagli ai servizi per dare i soldi alla guerra, ogni politica che ci toglie i diritti.

Quello che è successo ieri, è stato un atto di liberazione.
Non sarà piaciuto al nostro sindaco, non sarà piaciuto ad altre forze politiche, ma per noi alcune posizioni etiche e politiche vengono prima dei consensi elettorali, ed in questo tempo è un atto necessario.
Così a Milano, durante il corteo nazionale del pomeriggio, una parte significativa, non solo “i centri sociali”, hanno ritenuto giusto bloccare e far uscire dal corteo i sionisti della Brigata ebraica, anche lì presenti con le bandiere dello Stato genocida.

“[…] Su queste strade se vorrai tornare, ai nostri posti ci ritroverai, morti e vivi collo stesso impegno, popolo serrato intorno al monumento che si chiama ora e sempre RESISTENZA”.
(Piero Calamandrei)

Contro le guerre imperialiste e genocidi.
Contro la repressione del dissenso.
Contro i lager di Stato.
Contro il riarmo e i tagli alla spesa sociale.

Per la libertà, la solidarietà, la giustizia sociale e ambientale. Padroni di niente, servi di nessuno.

Noi, in questo 25 aprile 2026, abbiamo semplicemente fatto quello che c’era da fare.

Il Collettivo 20092 – 26 aprile 2026