🎬 Proiezione del documentario “Il Grande Gioco. Milano-Cortina: il rovescio delle medaglie”.
Giovedì 29 Gennaio 2026, ore 20:30
Presso la Cooperativa Agricola, via Mariani 11 – Cinisello Balsamo
Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 vengono vendute come lo spettacolo del secolo e modello di sostenibilità, inclusione e rilancio dei territori.
Una narrazione tossica che serve in realtà a coprire l’ennesimo gigantesco trasferimento di risorse pubbliche verso interessi privati, a danno dell’ambiente e delle comunità che tengono in piedi la metropoli meneghina ogni giorno.
Mentre si finanzia il circo olimpico, i territori della periferia metropolitana, bacino di lavoratori e lavoratrici precarie e invisibili, vengono sistematicamente svuotati dei servizi essenziali. Aumenti insostenibili dei costi dell’abitare, sfratti e sgomberi, spazi pubblici abbandonati, impianti sportivi lasciati marcire: questa è la realtà che si nasconde dietro la retorica dei “grandi eventi”.
Gli amministratori locali, sempre più simili a sceriffi che governano col manganello e con infinite ordinanze, non hanno alcun interesse a valorizzare il patrimonio pubblico né ad investire in politiche sociali, giovanili, sportive e culturali. Parlano di “città dello sport e del tempo libero” mentre chiudono palestre e piscine, ignorano i bisogni reali e sabotano ogni esperienza che nasce dal basso.
Il tempo libero proposto è sempre e solo un tempo libero legato al consumo e al profitto.
Rifiutano progetti autogestiti, ostacolano l’uso sociale degli spazi pubblici dismessi, perché l’unica aggregazione che riconoscono è quella compatibile con il loro immaginario reazionario, perbenista, bianco e profondamente irreale.
Ai giovani, espulsi da ogni spazio di socialità e relegati alla strada come unico luogo attraversabile, rispondono con il vuoto e con la repressione. Inventano dispositivi securitari ridicoli e razzisti, come il cosiddetto “decreto anti maranza”, mentre i veri problemi — precarietà, esclusione, assenza di spazi e inefficienza del trasporto pubblico — restano deliberatamente irrisolti.
Lo abbiamo già visto con Expo 2015 e con tutti i grandi eventi dell’ultimo decennio: acceleratori di un modello speculativo, estrattivo e consumistico.
Finita la giostra, ciò che resta è sempre lo stesso: vuoto sociale per molti, profitti per pochi, servizi privatizzati per chi può permetterseli.
È il caso, ad esempio, della proposta di ENAC per l’aeroporto di Bresso, che vorrebbe aprire il traffico agli aerei privati, aumentando l’inquinamento acustico e atmosferico e mettendo in pericolo la salute dei cittadini e il verde urbano del Parco Nord e GruBria.
Siamo contrari alla nocività del grande evento come dispositivo di sfruttamento e di devastazione sociale e ambientale.
Lavoriamo per costruire risposte dal basso ai bisogni reali dei giovani e dei territori impoveriti, per riappropriarci degli spazi, delle risorse e delle decisioni che ci vengono sistematicamente sottratte.
Con il documentario Il Grande Gioco, il Comitato Insostenibili Olimpiadi smonta il modello di questi giochi olimpici invernali e la logica predatoria di risorse sociali e ambientali che accomuna tutti i grandi eventi, sportivi e non. Lo vedremo e ne parleremo insieme giovedì 29 gennaio ore 20:30 presso il salone della Cooperativa Agricola in via Mariani 11 a Cinisello B.
Ingresso gratuito.
Si richiederà un contributo libero a sostegno delle spese di produzione e distribuzione del documentario.
Collettivo 20092 – 20 gennaio 2026
OFF-TOPIC e C.I.O.
Il progetto di documentario Il Grande Gioco nasce come laboratorio collettivo all’interno della rete del Comitato Insostenibili Olimpiadi. È un progetto durato circa due anni, totalmente autofinanziato, e composto da filmmakers, lavoratorə, ricercatorə e studentə universitariə. La particolarità del progetto – che lo differenzia dagli altri approfondimenti giornalistici sul modello dei grandi eventi olimpici – è che si tratta di un racconto fatto dall’interno e in presa diretta di un percorso politico in costruzione, con tutte le difficoltà e le incertezze che questo porta con sé.
È un modo di fare cinema che parte dal basso, che ci vede allo stesso tempo “partecipanti” e narratori, e che per questo necessita di una presenza costante sul territorio e di un continuo processo di riflessione e confronto con la realtà rappresentata. Il laboratorio si è occupato in modo condiviso di tutte le fasi: ricerca, scrittura, riprese e montaggio secondo principi di orizzontalità e inclusione.
Per tuttə, è un atto di fede nel potere dell’immaginazione e nell’intelligenza collettiva.
👉 Maggiori informazioni su cio2026.org
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